“Interazioni” mostra fotografica Casa protetta Corinaldo

Le distanze sono svanite nel momento in

cui sia io che i ragazzi ci siamo riconosciuti

simili. Proprio come quando Norberto ha costruito la sua

macchina fotografica con le Lego…è stato come

riconoscere una parte di me in lui, eravamo entrambi

fotografi di anime…io della sua lui della mia.

Letizia Palazzesi

Il progetto nasce da una prima idea di Iacopo Curzi e Sofia Lamelza, coordinato nella parte pratica ed artistica da Francesca Cenciarini. Nel corso degli 8 mesi di gestazione, da giugno 2013 a gennaio 2014, il progetto ha visto un’evoluzione comunicativa che si è manifesta nella forma della mostra fotografica, del video/documento e dello spettacolo teatrale che sono diventati parte integrante la maturazione del progetto.

L’obiettivo è l’interazione sociale di tipo cooperativo e comunicativo di inter-scambio di differenti realtà sociali. Nello specifico la Casa Protetta di Corinaldo in rapporto alla Comunità, al fine di creare le basi per una possibile accessibilità e continuità conoscitiva delle due parti in essere.

Durante l’ideazione del progetto si è discusso sull’utilizzo della ‘fotografia’ come linguaggio di mediazione tra le due realtà da sviluppare in una serie di incontri tra 5 giovani che, è importante sottolineare, non essere fotografi di professione, e gli ospiti della Casa Protetta. Gli incontri permettono la nascita di un rapporto di scambio di esperienze, in modo da poter creare un legame di conoscenza reciproca tra le persone che vivono nella casa, quindi della loro storia, della loro attuale vita nella struttura, e i giovani che, in base alla propria personalità e sensibilità, possono esprimersi con il mezzo fotografico.

Questo processo crea il potenziale relazionale che è alla base del progetto e che viene reso accessibile e fruibile alla Comunità grazie alla realizzazione della mostra fotografica ‘Interazioni’ comprendente gli scatti realizzati durante il periodo degli incontri.

La mostra, curata da Francesca Cenciarini, vede svilupparsi il concetto della parola ‘interazione‘ anche all’interno della selezione e costruzione dei singoli progetti fotografici, partendo dalla forma del ‘dittico’ e della ‘consecutio temporum’, è stata sviluppata e allestita una mostra fotografica che accoglie molteplici interazioni di linguaggio, dalla fotografia alla scrittura, dalla musica alla poesia, partendo dall’interazione culturale dell’esperienza umana maturata durante il progetto e dell’esperienza umana che ognuno ha sviluppato nel corso della propria vita. Per l’occasione Palazzo del Duca, luogo che ospiterà la mostra, è stato suddiviso in due parti, la prima ala del Palazzo ospiterà lavori che si rifanno a componenti della tradizione fotografica, come la scelta del bianco e nero o come l’utilizzo di supporti analogici, mentre la seconda ala è caratteristica per la scelta del colore e di combinazioni sperimentali.

Inoltre, è stato realizzato il video/documento ‘Un sorriso è come il silenzio’ che si articola in due sezioni, la prima comprende cinque interviste realizzate all’interno del Musinf ( Museo d’Arte moderna e contemporanea di Senigallia ) e la seconda sviluppa il tempo e lo spazio vissuti nella Casa Protetta di Corinaldo; anche in questo lavoro l’aurea d’interazione campeggia tra le due strutture, si parte dalla tradizione fotografica Senigalliese, difatti le interviste ai cinque giovani sono state registrate nei locali del Museo che ospita la mostra permanente della ‘Scuola del Misa’ di Senigallia, fino al territorio protetto della Casa di Corinaldo all’interno del quale per 8 mesi i cinque giovani hanno potuto vivere e condividere esperienze con gli ospiti della struttura. Importante è il titolo del video/documento ‘Un sorriso è come il silenzio’ che esemplifica la presenza di vari linguaggi come l’immagine, la scrittura, il suono e, al contempo, la scelta dell’assenza della parola stessa come mezzo di un’interazione evoluta ed evolutiva. Le riprese e il montaggio del video/documento sono stati realizzati da Francesca Cenciarini, l’editing da Luigi Cenciarini.

Per concludere, lo spettacolo teatrale ‘Disegno ossa bucate’ nasce all’interno della Casa Protetta dall’esperienza vissuta e tramandata durante il progetto, dall’interazione di due diverse entità, Paola Ricci e Francesca Cenciarini, che combinano attraverso l’improvvisazione dei propri linguaggi le caratteristiche formali della struttura dello scheletro dello spettacolo che si articola nella scelta di un teatro tradizionale, un teatro di narrazione, per la prima, e di un teatro delle viscere, per la seconda, fondendosi e perdendosi nell’afflato dell’interazione umana. Lo spettacolo sviluppa la nascita e la morte o l’uso e il disuso o la creazione assente e la distruzione presente della Parola. Difatti il titolo dello spettacolo ‘Disegno ossa bucate’, ma anche il titolo del video/documento ‘Un sorriso è come il silenzio’, sono tratti dalla poesia, dalla parola scritta, dalla parola, dall’assenza di parola. (disegno ossa bucate dalle viscere – di un corpo – che cambia attraversato dall’anima – un sorriso è come il silenzio – come mettere le dita sugli occhi di un cieco – e l’umanità – è come le lacrime. Francesca Cenciarini.)

La mostra verrà inaugurata a Senigallia a Palazzo del Duca domenica 19 gennaio 2014 alle ore 17:00 e rimarrà visibile fino al 28 gennaio 2014 negli orari dalle 17.30 alle 19.30.